Palazzo del Podestà

Uno dei simboli di Montevarchi, recentemente restaurato, edificio di origine trecentesca sede attuale del Consiglio Comunale, è stato per secoli la sede storica della principale magistratura cittadina e poi della Pretura.

Il trecentesco Palazzo del Podestà di Montevarchi è stato per secoli la sede storica della principale magistratura cittadina, poi della Pretura e, oggi, del Consiglio Comunale. È probabile che il Palazzo fosse, all’origine, una delle case a valle dei conti Guidi, un tempo feudatari di Montevarchi. L’elegante edificio si affaccia su Piazza Varchi con a fianco il campanile della Collegiata di San Lorenzo. Nella facciata sono ancora oggi visibili gli stemmi in pietra di alcuni dei podestà che nel corso del Seicento soggiornarono a Montevarchi.

Il fronte principale è il risultato di più interventi realizzati a partire dal Cinquecento quando cinque rappresentanti della comunità ottennero la facoltà di “rifare, edificare e finire ove e dove parrà a’ detti soprascritti o due terzi di loro d’accordo e provvedere e deliberare intorno a detto palagio alto e basso, come a loro e le sue parti di loro piacerà di fare”.
Nel 1866, dopo l’annessione del Granducato al regno d’Italia, l’ingegnere comunale Ottavio Morfini apportò alla facciata le modifiche più significative. Al 1932 risalgono invece le decorazioni a grafito eseguite dal pittore Alfredo Fini e i tre medaglioni in pietra artificiale realizzati dallo scultore Giovanni Bianchi, coordinati nell’occasione dall’ingegnere Raffaello Maestrelli.
Del suo aspetto originario il Palazzo mantiene i tre livelli la cui suddivisione era l’espressione stessa della gestione del potere. A piano terra si trovavano la loggia destinata a ricevere il pubblico e a rogare gli atti notarili ed il cortile, che rappresentava il cuore del palazzo: qui si amministrava la giustizia, si pronunciavano le condanne e vi si affacciavano le segrete. Al primo piano c’era la Sala Grande o Madornale, luogo destinato alle riunioni del Podestà. Si saliva infine all’ultimo piano che era riservato al Podestà ed alla sua famiglia.

Le volte e le pareti dell’antica loggia e della Sala Madornale erano ornate dagli affreschi con le armi dei podestà; una parte di quegli stemmi è ancora oggi visibile, nella fascia della Sala al primo piano ve ne sono alcuni di rappresentanti della famiglia Medici tra i quali quello di Alessandro de’ Medici primo duca di Firenze.
Anche la torre campanaria faceva parte dell’impianto originario del Palazzo ed il podestà ne aveva accesso direttamente dalle sue stanze, disponendo l’uso della campana almeno fino al XVIII secolo. Quando nel 1700 questa si ruppe e fu necessario calarla a terra per la riparazione videro che essa era stata gettata nel 1400. Intorno al 1560, quando anche la Collegiata poté usufruire del campanile, alla torre venne aggiunta la guglia piramidale.
Tra il 1778 e il 1886 la parte retrostante del fabbricato, quella che attualmente accoglie il Consiglio Comunale, ospitò il teatro Ciaperoni con due ordini di palchi in legno e platea. Il teatro venne rilevato nel 1811 dall’Accademia dei Risorti e nel 1858 da quella dei Perseveranti. Dopo la definitiva chiusura del teatro e fino al 1965 in quell’ala del palazzo fu allestita la sala delle udienze del Tribunale, nel cui soffitto si osservano le “figure allegoriche rappresentanti la Giustizia, l’Innocenza libera ed il Reo preso dalla Forza” realizzate nel 1889.
Nel recente restauro, durato circa dieci anni, sono stati riportati alla luce e accuratamente valorizzati importanti testimonianze storiche e artistiche, sopravvissute ai numerosi rimaneggiamenti di cui il palazzo è stato oggetto nel corso dei secoli.

Oltre ad ospitare il Consiglio Comunale, le sale sono aperte al pubblico in occasione delle esposizioni d’arte che durante l’anno animano questo Palazzo simbolo della città di Montevarchi.

Dove

Contatti

Palazzo del Podestà
Piazza Varchi 8
52025 Montevarchi (AR)
Tel. +30 055.91081 (Centralino)
+ 39 055.9108246 (Ufficio InComune)

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